2008-12-01

Barack ObamaPresidente :un nuovo capitolo nella storia della politica mondiale

Editoriale
di Erminia Chiodo

New York L’Empire State building e’ illuminato d’azzurro gia’ da ore e non sono ancora stati attribuiti ufficialmente i voti della California al candidato Democratico quando la Cnn proclama Barack Obama Presidente degli Stati Uniti dando inizio a quello che passera’ alla Storia come il giorno che ha cambiato per sempre non solo il corso della politica americana ma del mondo intero.

Il giorno in cui il sogno di Martin Luther King e’ diventato realta’, in cui la speranza e la fede hanno vinto, in cui gli americani hanno eletto il loro primo presidente nero, offrendo un vero grande esempio di democrazia: “siamo tornati ad essere cittadini che decidono le sorti del proprio paese e dimostrano al mondo cosa e’ davvero l’America”, dice John mentre festeggia al tripudio festoso che investe le strade di New York, da Times Square ad Harlem, gia’ a partire dalla mezzanotte del 4 novembre. Per Bob, afroamericano del Bronx, “quello che e’ successo oggi e’ una cosa molto importante perche’ dimostra che niente e’ impossibile”.

Dopo quasi 21 mesi di campagna elettorale, nelle ultime settimane minacciata da una pericolosa deriva razzista e xenofoba, descritta dal New York Times come la piu’ spaventosa che la storia Americana ricordasse, e che ha visto i repubblicani puntare sugli attacchi personali al senatore Afroamericano, chiamato regolarmente nei comizi Barack Hussein Obama e puntualmente accusato di spalleggiare i terroristi, Obama ha vinto la sua battaglia, conquistando il 52% dei voti contro il 47% dell’avversario McCain.

Una vittoria che il neopresidente, parlando alla folla commossa ed esultante che invadeva Grant Park di Chicago, ha definito “la vittoria del popolo Americano, la vostra vittoria . La forza dell'America- ha gridato Obama nella notte di Chicago- non è la sua potenza militare ma la capacità di creare democrazia, libertà e opportunità».

Da Phoenix, suo quartier generale, McCain si e’ congratulato con Obama, affermando che la sua vittoria “onora l’America” e che da oggi repubblicani e democratici dovranno lavorare insieme per risollevare la nazione dalla difficile crisi che l’ha colpita, mentre stamattina il Presidente uscente G.W. Bush ha offerto il suo appoggio ed il suo sostegno ad Obama, invitandolo insieme alla moglie Michelle ed alle due figlie alla Casa Bianca.

Luna di miele del neopresidente con l’America, come ha affermato qualcuno, o segnali e conferme di come e quanto il cambiamento fosse necessario in una nazione che eredita dagli otto anni di amministrazione Bush il bilancio disastroso di due guerre e la peggiore crisi finanziaria nella storia dell’economia mondiale dopo quella del 1929?

Votando per Obama il popolo americano ha deciso di tornare a far vincere il sogno sul cinismo, la forza dell’uomo davanti al potere, le idee ed il pensiero sulle barbarie militari.

Mentre i festeggiamenti e le lacrime continuano in quello che e’ stato chiamato l’”Obama Day”, il neoeletto presidente e’ gia’ perfettamente consapevole della difficile situazione che dovra’ affrontare nei prossimi mesi: “ dovremo lavorare duramente” – ha affermato in una delle sue prime dichiarazioni- annunciando l’intenzione di presentare il proprio team gia’ prima del vertice G20 previsto per la meta’ di questo mese.

Un team che si preannuncia molto “clintoniano”, considerata la possibilita’ di nominare al tesoro Lawerence Summers, gia’ Ministro durante l’amministrazione Clinton, ed Hillary alla Giustizia.

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