2008-12-29

Sul palcoscenico di Soverato, uno scoppiettante Flavio Insinna

L’angola della cultura
Maria GraziaLeo

Debutta con “Senza Swing” la stagione teatrale che l’amministrazione comunale di Soverato, il suo assessore alla cultura Sonia Munizzi e il direttore artistico Giovanni Carpanzano hanno sapientemente e variegatamene allestito.

La prova del fuoco 2008-2009 è spettata al noto e affermato attore e presentatore Flavio Insinna. ( chi non ricorda la sua simpatia e le sue note letterarie in “Affari tuoi” dello scorso anno?)

Con la regia di Giampiero Solari, Insinna accompagnato da una band di musicisti che si esibiva dal vivo su una pedana girevole, ha eseguito- potremo definirlo- un monologo a più voci, imitando con espressioni linguistiche, gesti, mimica, personaggi variegati e diversi tutti esercitanti il ruolo di militari. La caserma era collocata nell’Italia del nord – a Legnano-, e tra i militari spiccavano i soldati semplici Virgili e Pallone e il maresciallo Bellini. I primi due pur di evitare le difficili fatiche delle prove militari tentano di farsi inserire nella banda musicale esistente presso la caserma. Pallone credendo nell’amicizia e nella solidarietà di corpo si affida a Virgili per essere presentato al maresciallo Bellini che dirige la band… In reltà Pallone non verrà mai segnalato come suonatore di violino e di chitarra, perché Virgili vuole ingraziarsi tutto solo soletto il maresciallo Bellini, senza avere validi concorrenti. E ci riesce bene! Diventa- grazie all’aiuto esterno di un suo amico che lavorava alla Rai nel settore musicale- braccio destro di Bellini, con funzioni di produttore e arrangiatore di testi musicali. Un ruolo che gli permette di avere molti permessi per lasciare Legnano e tornare nella sua città natale e di residenza- Roma- per svolgere ed eseguire più che doveri ed adempimenti d’ufficio presso il ministero della Difesa, piaceri e” questioni sentimentali” di personale e privata pertinenza.

…intanto il suo amico Pallone provato dalle varie esercitazioni e dai corsi che la dura vita di militare gli riservava, tenta il suicidio e perciò viene trasferito presso l’ospedale militare di Roma.

Tutto ciò in Virgili non provoca una grinza. Invitato dal maresciallo Bellini a fargli visita a nome di tutti i commilitoni in nome della loro amicizia, va a Roma all’ospedale ma non entra nella camera di Pallone. Ancora una volta predominano in lui, egoismo, indifferenza e voglia di essere migliore e superiore all’altro ad ogni costo, senza regole, senza morale senza il coraggio delle responsabilità del lavoro, solo per interesse.

La banda musicale della caserma di Legnano intanto si forgia abbastanza bene, nonostante tutte le difficoltà incontrate e la pazienza volutaci nelle prove che sono servite a mettere insieme militari/cittadini italiani, provenienti da tutta la penisola-isole comprese- con accenti,tradizioni, capacità intuitive, ambizioni, culture e sogni diversi. Tant’è che la banda ottiene l’ incarico di suonare presso la base Nato di Napoli davanti a l’ambasciatore, al console americano e tutti i militari Usa presenti.

L’emozione e l’agitazione è tanta nel maresciallo Bellini, perchè vuole essere pronto all’evento e fare bella, bella, figura. Seguiranno giornate intense di preparazioni, alle quali il soldato Virgili è chiamato a rispondere ed eseguire tutte le richieste musicali di Bellini. Lo scopo di Virgili è il solito. Non perdere il treno delle comodità, degli agi, dei privilegi e della libertà che in caserma sono sempre eccezioni, se non illusioni.

L’esito della serata alla base Nato è –dopo un momento di blocco della banda – di enorme successo, tanto che spinge il maresciallo Bellini ad impartire a Virgili lezioni di vita, sulla forza e la volontà del gruppo, sulla passione per le cose e il lavoro che si deve conseguire con sacrificio e dignità…ma è tutto vano! Virgili ha un’altra ambizione da portare avanti: prendere il posto del maresciallo Bellini alla guida della banda. Fa di tutto –riuscendoci- per farlo trasferire ad altro incarico più alto e lontano da Legnano, a Milano. Bellini intuisce tutto il gioco sottile, scaltro e sfacciato di Virgili che diventa direttore della banda musicale militare ma senza i suonatori storici, che lasciano la caserma per seguire il loro vero e autentico direttore- il superiore Bellini- che ricostituisce il gruppo inserendo finalmente il meritevole soldato Pallone.

Il Senza Swing di Flavio Insinna, con la genuinità e con l’allegria di un racconto “normale” di vita militare una lezione la dà: la verità alla fine viene sempre a galla, la lealtà viene ristabilita come la giustizia. Virgili diventa l’emblema di chi resta abbandonato a se stesso, alla sua furbizia, al suo ego...i sogni invece, le qualità e la sincerità degli animi umani continuano a vivere e a vibrare, nella quotidianità di ogni giorno.

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