2008-12-01

Un’altra Italia…

In fermento
di Massimiliano Nespola

Cambiamento il leitmotiv della manifestazione del Partito

Democratico.

I soliti dati controversi sul numero effettivo dei partecipanti non rappresentano una novità. Quello che ha colpito è stato il coinvolgimento e la preparazione nel dettaglio dell’appuntamento del 25 ottobre. In prima linea la dirigenza del Pd. Unanime il messaggio: “un’altra Italia è possibile”. I temi della giornata sono stati volutamente ampi e generali. Unanime il sostegno a Roberto Saviano, una persona da difendere in Italia per continuare realmente una battaglia per la legalità e contro la camorra, un cancro. Senza questo impegno, prevarrebbero uomini di nessun valore, in un circolo al ribasso anche per l’economia. Duri gli attacchi ad alcune mosse del Governo: contro il decreto Gelmini ed il maestro unico, per esempio, oltre che un generale impianto limitativo piuttosto che innovativo per l’istruzione. Non le servono i tagli, ma molti più investimenti. Del resto lo ha capito anche la Romania, che può aumentare del 50% gli stipendi dei suoi professori. Si tratta, è vero, di contesti diversi. Ma l’Italia rappresentata dal Pd ha voluto riflettere proprio su ciò: l’incompatibilità del paese con riforme profonde, in grado di innescare un proficuo ciclo di crescita e rinnovamento.

Una reale opposizione esiste fortunatamente in Italia, anche se deve confrontarsi con una serie di fatti non propriamente gloriosi. I riferimenti di Walter Veltroni sono andati in primo luogo alle leggerezza del “signor presidente del Consiglio” rispetto alla considerazione che l’Italia resta un paese antifascista. Un altro Primo ministro avrebbe avuto maggiore memoria storica e riconosciuto che la dittatura è un male da combattere sempre e comunque. Il pensiero unico anche, perché è censorio e limitante, non vuole prendere in considerazione il punto di vista altrui ma decidere sulla base di una supposta ragione da difendere. Ecco come si genera il deficit democratico. Le chiusure e i malintesi, le sufficienze e le impasse di una comunicazione che non ha nulla da trasmettere, condividere con un altro porta a ciò. Una logica distorta nel modo di intendere i rapporti con le parti sociali avrebbe scalfito, negli ultimi sette anni, la considerazione per le Istituzioni. Il discorso avrebbe numerose componenti. Ma un dato resta: il Partito Democratico, per come si è costituito ed organizzato, cresce sull’assunto fondamentale di dover promuovere la partecipazione politica. Appuntamenti come quello di qualche settimana fa ne sono una dimostrazione eloquente, non sottovalutata dalla parte opposta.

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