2009-01-20

LA LEGGE MERLIN DOPO CINQUANTANNI

Sottofondo
di Franca Fortunato

Il disegno di legge della ministra Mara Garfagna con cui la prostituzione di strada diventa reato, è coinciso con il cinquantennale della chiusura delle “case chiuse”, in virtù della legge voluta dalla senatrice Lina Merlin.

Lina Merlin e Mara Garfagna, due donne, due parlamentari, la cui vicenda personale e politica incarna i segni dei tempi della politica.

Chi era Lina Merlin e perché volle chiudere le “case chiuse”?

Lina Merlin, padovana, nacque il 15 ottobre del 1887 e morì, dimenticata da tutti, il 16 agosto 1979. Donna politica, forgiata nel pieno della lotta antifascista, Lina Merlin fu maestra elementare e insegnante di lingue straniere. Per tutta la vita fu coerentemente socialista, al cui partito si iscrisse nel 1919.Antifascista convinta, quando da insegnante si rifiutò di fare giuramento al governo di Mussolini, perse il lavoro. Sopravvisse con lezioni private fino alla condanna, nel novembre del 1926,a cinque anni di confino da scontarsi in Sardegna, unica donna tra i confinati dell’isola. Lasciò la Sardegna il 24 novembre 1929 e si stabilì a Padova dove visse sotto stretta sorveglianza del regime. Costituì i che furono successivamente impiegati nella lotta clandestina. Dopo la liberazione da vice – commissario all’Istruzione nel governo regionale lombardo, si dedicò alla rinascita della scuola e nel 1945 è a Roma come responsabile della Commissione nazionale femminile del Partito. Il suo rapporto con il partito fu difficile sin dall’inizio. Eletta all’Assemblea Costituente, lasciò una significativa traccia nella Costituzione. All’art.3 volle che si aggiungesse “di sesso”. L’ebbe vinta. Nel 1956 intervenne in Senato sul disegno di legge relativo all’ingresso delle donne in magistratura, rintuzzò con sarcasmo e in modo argomentato, le obiezioni maschili contro questa legge. Nel 1955 divenne legge una sua proposta che cancellava in estratti e documenti anagrafici l’infamante “figli di N.N.” . Si batté contro il licenziamento di donne che contraggono matrimonio e portò avanti la battaglia per la legge per cui divenne famosa, la legge che affrontava il problema delle e che aveva presentato il 6 agosto 1948, subito dopo la sua elezione al Senato. Sin dall’inizio, quella proposta suscitò un vespaio, dentro e fuori il Parlamento, ci fu una campagna di stampa contro, che poneva l’accento sulla “funzione sociale” delle e faceva leva su argomenti quali la tutela della salute dei clienti, il soddisfacimento dei bisogni sessuali dei giovani, degli handicappati in particolare,la preoccupazione delle donne sposate che, una volta chiuse le case, temevano l’intrecciarsi da parte dei mariti di relazioni extra coniugali e, infine, la preoccupazione che le prostitute sarebbero rimaste senza lavoro. Ci vollero dieci anni di discussione, di scontri ma alla fine vinse lei con la sua tenacia. Tra il 1958 e il 2008, tra Lina Merlin e Mara Garfagna, c’è di mezzo la crisi della politica e l’avvento della libertà femminile, che ha cambiato le donne, anche le prostitute e la prostituzione. Molte delle prostitute sono donne consapevoli che scelgono liberamente di “vendere il proprio corpo” e rivendicano la liberalizzazione della prostituzione. Le stesse immigrate non tutte sono sfruttate e schiavizzate, molte sono consapevoli. Ed ecco che Mara Carfagna, arrivata in Parlamento per chiamata diretta, si scaglia contro la prostituzione all’aperto,la definisce “allarme sociale” e criminalizza non solo le venditrici ma anche il compratore, il cliente. Non dà ascolto alle donne, come suor Rita, che in una lettera aperta,lei che da anni aiuta le immigrate, le scrive che la donna, costretta a vendere il proprio corpo, e a subire violenze da parte degli sfruttatori e da un’immensa schiera di uomini italiani (che faticano a ritrovare una loro identità maschile,liberata da manie di onnipotenza e di potere), è una vittima. Pertanto va tutelata e aiutata e non condannata >. A cinquantanni dalla legge di Lina Merlin la prostituzione, con Mara Carfagna, diventa reato e così il vero problema che riguarda la sessualità maschile viene, ancora una volta, rimosso.

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