2009-01-20

Leopoldo Elia, una vita per le istituzioni

Storia e società

di Fabio Celi

E’ recentissima la scomparsa di Leopoldo Elia, presidente emerito della Corte Costituzionale.

Nato a Fano il 4 novembre del 1925, politico e giurista, venne eletto dal Parlamento Giudice della Corte Costituzionale il 20 aprile del 1976, diventa presidente della Consulta il 21 settembre 1981 con riconferma il 24 settembre 1984, lasciando lo scranno di Presidente il 7 maggio 1985. Nel 1987 (X legislatura) Elia viene eletto al Senato nelle liste della Dc, poi passa alla Camera, nella XII legislatura, nel 1996 torna al Senato con l'Ulivo, candidandosi nel collegio di Milano Baggio - Quarto Oggiaro. E’ stato vicepresidente della Commissione per il riordino del settore radiotelevisivo, poi membro della Commissione Affari Costituzionali, ministro degli Esteri e ministro per le Riforme elettorali e istituzionali nel Governo Ciampi (1993-1994). Professore ordinario di Diritto costituzionale all'Università di Roma, e' stato autore di numerose monografie e saggi.

Leopoldo Elia ci ha lasciato nell’anno in cui si celebra il sessantesimo anniversario della promulgazione della Costituzione di cui, a buon diritto, era stato definito come “custode”. Non fu, per ragioni anagrafiche, tra coloro che in assemblea costituente parteciparono alla elaborazione della Costituzione repubblicana ma è come se fosse stato anch’egli un “padre costituente”, tanto significativo, intenso, continuo e multiforme è stato il suo contributo alla vita, all’attuazione e alla difesa della Carta.

La difesa ad oltranza della Costituzione ha attraversato tutta la sua vita di studioso, di docente, di giudice e di uomo politico. Tenace difensore della nostra forma di governo parlamentare reagiva con forza allorquando il “patriottismo costituzionale” veniva bollato, da alcuni osservatori, come “conservatorismo poco illuminato”.

Era esplicitamente sostenitore delle riforme come decisamente avversario degli stravolgimenti della Costituzione. Aveva manifestato la sua totale contrarietà alla attuale legge elettorale, considerata non a caso un grande problema dell’Italia di oggi.

Leopoldo Elia è stato un esponente di spicco della cultura cattolico democratica.

Ha saputo rappresentare la laicità e l’autonomia di pensiero unite ad un senso profondamente religioso della vita. La scomparsa di Leopoldo Elia ha suscitato profonda commozione in tutti. Uomo di straordinaria probità e mitezza, Elia è stato un maestro del costituzionalismo italiano, per cultura, esperienza vissuta nelle istituzioni, capacità di dialogo e fermezza di convinzioni. Rivolgiamo alla sua figura un pensiero riconoscente per il prezioso contributo che ha dato allo sviluppo democratico del Paese e prima di ogni altra cosa all'affermazione dei principi e dei valori della Costituzione repubblicana. Strenuo difensore del costituzionalismo, ha prodotto nel corso della sua vita innumerevoli pubblicazioni di altissimo valore. Tra queste ci preme ricordare soprattutto:

“I Diritti dell'uomo, fondamento di convivenza civile e politica” (1983), “Appunti sulla formazione del governo” (1957), “Giustizia Costituzionale e diritto comparato” (1985), “Forme di governo” (1969), “Corte costituzionale e principio di eguaglianza” (1978), “La costituzione aggredita: forma di governo e devolution al tempo della destra” (2005).

Elia è stato inoltre relatore di importanti sentenze tra cui, in particolare, alcune in tema di libertà personale, di libertà religiosa, di diritto di famiglia, di diritto sindacale, di diritto elettorale. Anche negli ultimi anni della sua vita non è mai venuto meno il suo impegno sociale e politico, divenendo ad esempio uno dei soci fondatori nel 2002 del ‘Laboratorio per la polis’ - rete di cultura e formazione all'impegno civile - di cui ha cercato di mettere al servizio tutta la sua esperienza.

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